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Stop alla plastica 'usa e getta', dal 3 luglio via piatti e posate monouso dal mercato europeo

Stop alla plastica 'usa e getta', dal 3 luglio via piatti e posate monouso dal mercato europeo

Scatta il divieto per prodotti come bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, bastoncini per palloncini, tazze, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile. Entra in vigore la Direttiva SUP del 2019 per la riduzione dei rifiuti della plastica

Bruxelles – A partire da domani, sabato 3 luglio, i prodotti di plastica monouso come bastoncini di cotone, posate, piatti, cannucce, palette, bastoncini per palloncini, nonché alcuni prodotti in polistirolo espanso (bicchieri e contenitori per alimenti e bevande) e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile saranno vietati sul mercato europeo. A due anni dall’adozione della direttiva del 2019 per combattere la diffusione della plastica (direttiva SUP-Single Use Plastic), è tempo per gli Stati membri di applicarla a tutti quei prodotti per i quali esistono alternative economiche ‘plastic free’ sul mercato e quindi devono essere sostituiti.

Per quanto riguarda altri prodotti di plastica come sacchetti, bottiglie, involucri e filtri per il tabacco, gli Stati dovranno applicare altri tipi di restrizioni per limitarne la diffusione, come i requisiti di etichettatura per i prodotti e i sistemi di responsabilità estesa del produttore, sulla base del principio secondo cui chi inquina paga. L’Italia ha recepito la direttiva SUP lo scorso 20 aprile, approvando una legge di delegazione europea che ha recepito altre 38 direttive comunitarie. Ma quando a maggio la Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per aiutare i Ventisette nell’attuazione dei vincoli di mercato, il governo italiano sostenuto da Confindustria ha contestato all’UE che nel bando siano stati inseriti anche oggetti in plastica compostabile, che vengono smaltiti più rapidamente nell’ambiente; oltre che di avere incluso nelle linee guida anche gli imballaggi o bicchieri in carta ricoperta di uno strato plastificato (con polimeri inferiori al 10 per cento per rendere gli oggetti impermeabili a liquidi e grassi).

Ma in Italia si è levata (a scoppio ritardato) anche una più generica polemica nei confronti del bando in sé, che sembra ingiustificata dal momento che la direttiva è stata approvata a livello europeo nel 2019 e c’era tutto il tempo per lavorare sulla sensibilizzazione dei consumatori ma anche preparare il mondo industriale a sostenere la transizione per sostituire questi prodotti. Secondo diverse indiscrezioni, il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, si sarebbe impegnato con il governo di Roma a riesaminare le norme per escludere la carta plastificata dagli imballaggi banditi e potrebbero esserci novità anche per la plastica compostabile. Ad ogni modo il bando sarà in vigore da domani, e per ora non c’è stato alcun passo formale da parte di Bruxelles.

L’Unione stima che l’80-85 per cento dei rifiuti nell’ambiente marino sia costituito da plastica e la direttiva punta a limitarne l’immissione sul mercato proprio per limitarne anche la diffusione dei rifiuti che ne derivano. Questi prodotti – come suggerisce il nome – sono “usa e getta”, vengono usati una sola volta e poi gettati via, quindi vanno cercate alternative più sostenibili.

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