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Agroalimentare, ad aprile scambi commerciali in ripresa rispetto al 2020

Agroalimentare, ad aprile scambi commerciali in ripresa rispetto al 2020

Trainati dalle esportazioni in aumento dell'1,7 per cento rispetto ai primi quattro mesi del 2020, raggiungendo i 63 miliardi di euro. Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Svizzera e Russia contano il 51 per cento delle esportazioni agroalimentari dell'UE

Bruxelles – Dopo un inizio dell’anno difficile, dovuto principalmente al contraccolpo di Brexit, il commercio agroalimentare dell’UE conferma una ripresa rispetto al 2020, trainato dal valore delle esportazioni che tra gennaio e aprile ha superato il valore dello stesso periodo dell’anno scorso. Il volume degli scambi commerciali, tra esportazioni e importazioni, ha raggiunto i 103,4 miliardi di euro, ancora sotto dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma il divario si sta lentamente accorciando (a marzo era a 4 per cento). Tuttavia, le esportazioni dell’UE sono aumentate dell’1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020, raggiungendo i 63 miliardi di euro, mentre le importazioni dell’UE hanno raggiunto i 40,3 miliardi di euro, ancora il 5,1 per cento in meno rispetto ai primi quattro mesi del 2020. Il surplus commerciale agroalimentare si è attestato a 22,7 miliardi di euro, con un aumento del 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. Sono questi i principali risultati del monitoraggio mensile della Commissione Europea sugli scambi commerciali del comparto agroalimentare europeo, pubblicati oggi (23 luglio) dall’Esecutivo europeo.

Ad aprile il valore dell’export era inferiore del 7,7 per cento rispetto a marzo 2021, ma anche superiore del 9,8 per cento rispetto ad aprile 2020. Anche le importazioni dell’UE in valore erano inferiori del 2,5 per cento ad aprile 2021 rispetto a marzo 2021, ma superiori del 3,7 per cento rispetto al valore osservato nell’aprile 2020. Su base annua, per il periodo gennaio-aprile 2021, i valori dell’export agroalimentare dell’UE sono diminuiti maggiormente verso il Regno Unito (meno 806 milioni di euro, -6 per cento), rispetto allo stesso periodo del 2020. Diminuzioni significative del valore delle esportazioni dell’UE per i primi quattro mesi dell’anno hanno interessato principalmente sigari e sigarette (meno 126 milioni di euro), carne di maiale (meno 121 milioni di euro) e preparazioni di ortaggi, frutta o noci (meno 106 milioni di euro). Tuttavia, è stato osservato un aumento significativo dei valori delle esportazioni dell’UE per bulbi, radici e piante vive (più 164 milioni di euro), vini (più 139 milioni di euro.

I maggiori incrementi dei valori delle esportazioni UE si sono registrati rispetto alla Cina (più 912 milioni di euro, +16 per cento), soprattutto per le esportazioni dell’UE della carne suina. Anche i valori delle esportazioni dell’UE negli Stati Uniti sono aumentati del 7,1 per cento (più 488 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2020, trainati principalmente da vino e liquori. Le principali destinazioni di esportazione dell’UE nei primi quattro mesi del 2021 sono state Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Svizzera e Federazione Russa, con il 51 per cento delle esportazioni agroalimentari dell’UE concentrato in questi cinque paesi.

Quanto alle importazioni, si continua a osservare un calo significativo del valore delle importazioni UE dal Regno Unito (meno 1,844 milioni di euro, -37 per cento). Un ulteriore calo è stato osservato anche nelle importazioni UE dagli Stati Uniti (meno 387 milioni di euro, -10 per cento). D’altra parte, i paesi per i quali i valori delle importazioni dell’UE sono aumentati di più nei primi quattro mesi del 2021 includono India, Brasile, Serbia, Australia e Argentina.