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Pil 2021 al 6 %. Draghi: quadro economico migliore, dal debito si esce con la crescita. Vaccinazione decisiva

Pil 2021 al 6 %. Draghi: quadro economico migliore, dal debito si esce con la crescita. Vaccinazione decisiva

Il governo ha approvato la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Aumenta la fiducia degli italiani e dall'estero. Il premier: "Manovra 2022 espansiva .Irrealistico tornare alle regole di tre anni fa del patto di stabilità"

Roma – Le notizie buone sulla ripresa più consistente erano attese ma ora anche gli altri numeri indicati nella Nota di aggiornamento del DEF, rafforzano l’economia italiana.

La cartella di oltre 130 pagine del ministro dell’Economia Daniele Franco con le nuove previsioni approvate dall’esecutivo mette in evidenza il Pil che nel 2021 raggiungerà il 6 per cento, (un punto e mezzo in più rispetto alle stime di aprile) e 4,7 nel 2022 e 2,8 nel 2023. Numeri che si rifletteranno sul debito che non crescerà ma rispetto alle previsioni di primavera scenderà di quasi due punti dal 2020 (dal 155,5 al 153,6 percento).

“Un quadro di gran lunga migliore rispetto alle previsioni e questa è la conferma che dal debito si esce prima di tutto con la crescita”, ha commentato il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa accanto al titolare dell’Economia.

Note positive funestate purtroppo dalle gravissime notizie che arrivano dai morti sul lavoro: in soli due giorni sono stati dieci gli operai che hanno perso la vita. “È una strage – ha commentato il premier – che necessità interventi immediati e urgenti che prenderemo nei prossimi giorni con pene più severe per le violazioni sulla sicurezza”.

La NADEF presenta numeri positivi anche sul deficit che torna sotto il 10 per cento: l’indebitamento netto, si legge nella bozza, nel 2021 si attesterà al 9,4 per cento (nel DEF era stimato all’11,8) Nel 2022 il deficit sarà al 5,6 per cento per scendere al 3,9 nel 2023.

“Tutto questo ha un ingrediente che è la vaccinazione” dice Draghi, “il fatto che si possa andare a lavorare con tranquillità, riaprire le attività, andare in giro, insieme alla riapertura delle scuole in sicurezza”, dunque il vaccino come unico modo sicuro per riprendere la normalità, economia compresa.

L’ottimismo ora è dunque confortato dalle cifre e le proiezioni del ministero dell’Economia validate dall’Ufficio parlamentare di Bilancio “porterebbero il PIL al di sopra del trend pre-crisi nel 2024.  Dal 2025, – si legge ancora nella premessa della NADEF firmata da Daniele Franco – anche grazie ai due anni rimanenti del PNRR, vi sarà una concreta opportunità di accrescere il prodotto, l’occupazione e il benessere dei cittadini italiani in misura ben superiore a quanto si sarebbe potuto immaginare prima della crisi”. Gli incrementi del Pil indicati, viene spiegato che “riflettono già alcuni incentivi all’innovazione e all’efficientamento energetico finanziati dal PNRR, non ne incorporano ancora il forte impulso agli investimenti pubblici, peraltro già in notevole crescita”.

La manovra economica 2022 resterà dunque espansiva e il governo invita a guardare e selezionare le misure che più di altre favoriscono la crescita, nel binomio investimenti/riforme programmati dal piano di ripresa e resilienza.

Nel mostrare ottimismo, Draghi non trascura i segnali che arrivano dall’estero lanciando un messaggio chiaro: “Agli investitori dico che questo governo non ha mancato una sola data non abbiamo nessun ritardo e i numeri finora mostrano un aumento di fiducia nei confronti del Paese”. Per il primo check del cronoprogramma del PNRR ci sarà la prossima settimana la prima cabina di regia.

Sollecitato infine sulla riforma del patto di stabilità, il premier italiano spiega che “è riduttivo pensare che il tema dipenderà dal ministro delle finanze del futuro nuovo governo tedesco”. La discussione prenderà verosimilmente tutto il 2022 ma “è complicato e forse irrealistico pensare che le regole siano le stesse di tre anni fa”. Anche nell’UE in questi mesi di crisi pandemica abbiamo affrontato impegni, istanze e decisioni “che non possono che essere soddisfatti dall’intervento pubblico”.