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Antitrust UE, multa da 20 milioni a Conserve Italia per cartello di 13 anni

Antitrust UE, multa da 20 milioni a Conserve Italia per cartello di 13 anni

Per la fornitura di alcuni tipi di conserve vegetali a dettaglianti e a imprese del settore della ristorazione nello Spazio economico europeo (SEE). Il periodo indagato dalla Commissione europea è dal 2000 al 2013. Vestager: "L'ammenda rispecchia la gravità del comportamento anticoncorrenziale"

Bruxelles – Tredici anni di coinvolgimento in un cartello per la fornitura di alcuni tipi di conserve vegetali a dettaglianti e a imprese del settore della ristorazione nello Spazio economico europeo (SEE). E’ questo il motivo che ha spinto la Commissione Europea a multare l’azienda italiana Conserve Italia Soc. coop. agricola e alla sua controllata Conserves France S.A. (Conserve Italia) per 20 milioni di euro “per violazione delle norme antitrust dell’Unione”.

Lo comunica oggi (19 novembre) l’esecutivo europeo in una nota, precisando che per oltre 13 anni (dal 15 marzo 2000 al 10 ottobre 2013) Conserve Italia e gli altri partecipanti al cartello hanno fissato i prezzi, “concordato le quote di mercato e i volumi di vendita, ripartito clienti e mercati, scambiato informazioni commercialmente sensibili e coordinato le risposte alle gare d’appalto”.

“Con la decisione odierna possiamo chiudere definitivamente il caso relativo al cartello delle conserve vegetali. Conserve Italia, unico produttore ad aver rifiutato la transazione, si è accordata con gli altri partecipanti all’intesa per spartirsi il mercato e fissare i prezzi di alcune conserve vegetali in tutta Europa”, ha dichiarato la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager. “Per oltre 13 anni, quindi, i consumatori hanno subito le conseguenze di una minore concorrenza e di prezzi più elevati. L’ammenda inflitta oggi a Conserve Italia rispecchia, da un lato, la gravità del comportamento anticoncorrenziale tenuto e, dall’altro, l’importanza del diritto della concorrenza”, ha aggiunto Vestager. Le altre società a cui si riferisce la vicepresidente – che erano parte dello stesso cartello – sono Bonduelle, Coroos e Groupe CECAB.