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La BEI chiude al nucleare:

La BEI chiude al nucleare: "Mai finanziato finora, e non c'è l'intenzione di cambiare"

Il presidente della Banca europea per gli investimenti, Werner Hoyer: "Il fatto che alcuni investimenti siano possibili non vuol dire che occorra farli"

Bruxelles – Niente soldi per il nucleare. La Banca europea per gli investimenti (BEI) scarta l’ipotesi di sostenere la realizzazione di nuove centrali, nonostante la spinta di molti Stati membri dell’UE per agire in tal senso. “Non abbiamo mai avuto il divieto di finanziare il nucleare, ma non l’abbiamo mai fatto e non c’è l’intenzione di cambiare” questa prassi ormai consolidata, chiarisce il presidente della BEI, Werner Hoyer, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle attività del gruppo per il 2021.

“Il fatto che alcuni investimenti siano possibili non vuol dire che occorra farli” per forza, continua. Quindi decide di entrare nel vivace dibattito in corso sulla tassonomia, il sistema di classificazione delle attività eco-sostenibili. “Suggerisco di entrare nel dettaglio, è assolutamente necessario”. Occorre definire per bene cosa considerare come davvero verde, a basse emissioni. “La BEI è stata la prima banca al mondo a mettere green bond, e la tassonomia deve dare la garanzia che quei titoli verdi finanzino ciò che è riportato in etichetta“. Per Hoyer non è tanto una questione di fonti o progetti, è innanzitutto “un questione di fiducia, per gli investitori e il mercato”. Non c’è dunque l’intenzione di procedere con energia da atomo, alla luce di incertezze circa l’effettiva impronta ecologica della tecnologia.

Quindi un altro avvertimento, per tutti i governi impegnati nel dibattito sulla tassonomia e soprattutto nell’attuazione dei piani di ripresa. Come BEI “sosteniamo la transizione di lungo periodo, e non quella di breve termine”. Quanto alle politiche nazionali, “è tempo di continuare con gli investimenti pubblici di elevata qualità, assicurando l’attuazione e l’impatto massimo del Recovery Fund ed evitando allo stesso tempo brusche correzioni di bilancio che possono ostacolare la ripresa”. Questo rischierebbe anche di mettere in discussione quanto fatto dalla BEI nell’ultimo anno. Per rispondere ai contraccolpi economici della pandemia, fin dall’inizio della crisi sanitaria la Banca europea per gli investimenti ha messo a disposizione risorse pari a 58,7 miliardi di euro.

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