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Eurozona, le imprese prevedono l'aumento dei prezzi di vendita

Eurozona, le imprese prevedono l'aumento dei prezzi di vendita

Il sondaggio della BCE rileva una volta di più i problemi e le incertezze del momento per l'economia

Bruxelles – Le imprese prevedono un aumento dei prezzi di vendita dei propri prodotti e servizi. L’indagine condotta dalla Banca centrale europea, contiene indicazioni che suonano da campanello d’allarme, poiché si prospetta incremento dei costi finali per i consumatori e il rischio di alimentare ulteriormente l’inflazione nell’eurozona, già ai livelli record.

L’indagine della BCE rileva che circa tre quarti delle imprese dell’area dell’euro hanno già indicato che i loro prezzi di vendita sono aumentati “poco” (46 per cento ) o “molto” (26 per cento). Solo un’impresa su quattro (22 per cento) dichiara che i prezzi di vendita sono rimasti invariati o contenuti e solo pochissime imprese hanno segnalato prezzi inferiori (4 per cento). In prospettiva, “la grande maggioranza” delle imprese dell’area dell’euro prevede un aumento dei prezzi in futuro (47 per cento di “poco” e 28 per cento di “molto”), con una percentuale inferiore che prevede che i prezzi rimangano invariati (18 per cento) o diminuiscano poco (3 per cento). Le aspettative di prezzi di vendita complessivamente più elevati sono condivise tra le aziende di tutte le dimensioni.

Il problema dell’andamento dei prezzi di vendita riguarda anche le quattro maggiori economie dell’area dell’euro. In Germania le imprese tedesche prevedono pressioni al rialzo sui prezzi più forti rispetto alle imprese degli altri tre paesi (Francia, Italia e Spagna). Più di un terzo delle imprese tedesche prevede che i propri prezzi aumenteranno “molto” (36 per cento), mentre per gli altri grandi paesi la proporzione oscilla tra il 21 per cento (Spagna e Italia) e il 26 per cento (Francia). In tutti e quattro i paesi, le imprese che prevedono un aumento “poco” dei prezzi costituiscono il gruppo più numeroso (dal 44 per cento in Germania al 49 per cento in Francia e Italia), mentre solo un quarto circa delle imprese prevede prezzi invariati o in tra il 18 per cento in Germania e il 30 per cento in Spagna).

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