- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 1 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Polonia e Ungheria contro le conclusioni del Consiglio sulla protezione delle persone Lgbtq+ nell’Unione

    Polonia e Ungheria contro le conclusioni del Consiglio sulla protezione delle persone Lgbtq+ nell’Unione

    Varsavia e Budapest hanno fatto naufragare la possibilità di adottare un testo condiviso tra i Ventisette per i più basilari principi di non discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale. Senza la votazione, la presidenza svedese ha optato per un'alternativa con le altre 25 delegazioni

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    9 Giugno 2023
    in Cronaca
    lgbtq+

    (credits: Allison Dinner / Afp)

    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Un testo approvato cambiando la dicitura, per non rischiare una figuraccia. Il progetto di conclusioni del Consiglio dell’Ue sulla protezione delle persone Lgbtq+ sul territorio dell’Unione Europea è stato adottato come “conclusioni della Presidenza” perché Polonia e Ungheria – gli stessi due Paesi membri Ue da anni sotto accusa nell’Unione per le discriminazioni sui rispettivi territori nazionali – hanno impedito di raggiungere l’unanimità sullo stesso testo presentato inizialmente come “conclusioni del Consiglio” nel corso della riunione di oggi (9 giugno) a Lussemburgo dei 27 ministri della Giustizia.

    Lgbtq+ ItaliaUn testo bilanciato, che si basa sulla definizione dei principi basilari per la tutela di tutte le persone, senza discriminazioni per la comunità Lgbtq+: l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea “vieta esplicitamente qualsiasi discriminazione basata sul sesso e sull’orientamento sessuale”, mentre è responsabilità degli Stati membri “garantire la sicurezza di tutti i gruppi in situazioni di vulnerabilità, anche individuando eventuali carenze nella loro protezione”. Tuttavia, proprio per l’opposizione dall’inizio delle discussioni di Varsavia e Budapest, la possibilità di compromesso si è arenata e la stessa presidenza di turno svedese del Consiglio dell’Ue ha deciso di non metterlo ai voti (permettendo al governo Meloni di non schierarsi palesemente contro i suoi due più stretti alleati in Consiglio). Ecco perché le “conclusioni della Presidenza” si aprono con la precisazione che il documento è sostenuto da 25 delegazioni, senza votazione da parte dei Ventisette.

    Lgbtq+ Diritti Commissione UePer quanto riguarda il testo concordato tra i 25 ministri, l’impegno fondamentale è quello di “sostenere il diritto di essere al sicuro da violenze, molestie e discriminazioni“, inserendo nell’agenda politica di ciascuno Stato le politiche di contrasto a queste violazioni anche nei confronti di persone della comunità Lgbtq+ e basandosi sulle relazioni presentate dalla Commissione, dall’Agenzia per i diritti fondamentali e da altri organismi e istituzioni competenti. Gli stessi Paesi membri Ue sono invitati a garantire che le amministrazioni nazionali, “comprese le forze dell’ordine, le autorità giudiziarie e gli organismi per la parità”, siano “specificamente e sufficientemente attrezzate” per proteggere e promuovere i diritti Lgbtq+. La protezione si estende sia nella sfera online sia in quella offline “da crimini d’odio, discorsi d’odio, atti di violenza e pratiche dannose”. Qui rimane tra le righe una condanna a Budapest per la legge che tutela chi denuncia le coppie Lgbtq+: tra le “pratiche dannose e di conversione” compaiono anche i metodi per “identificare, registrare e indagare sui reati commessi con un movente anti-Lgbtq+” e “incoraggiando la denuncia di tali reati da parte di vittime e testimoni”.

    Non passa inosservato il riferimento al contrasto alla diffusione di “narrazioni cospirative e l’influenza maligna dell’informazione sulle persone Lgbtq+”, altro punto debole per Budapest e Varsavia. Tutti i Ventisette sono invitati a “costruire capacità di identificare, prevenire e contrastare le interferenze straniere, la manipolazione dell’informazione, la disinformazione e l’informazione scorretta”, a tutela delle comunità discriminate. In questo contesto si inseriscono anche le misure da adottare per garantire la “libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione a tutti i livelli senza temere violenze, molestie o qualsiasi forma di coercizione o restrizione ingiustificata”. Ultimo affondo – ma questa volta indirizzato principalmente a Varsavia – sulla salvaguardia della dignità e dei diritti umani per “tutte le persone che sono fuggite dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina“, considerato “l’aumento del rischio di vulnerabilità a cui possono essere soggetti tutti i rifugiati e i richiedenti asilo Lgbtq+” che si sono rifugiati in Paesi vicini come la Polonia.

    L’Ungheria contro i diritti Lgbtq+

    Causa Ue Ungheria Lgbtq+È dall’estate del 2021 che si è acceso lo scontro tra Bruxelles e l’Ungheria sul tema dei diritti Lgbtq+, quando la presidente della Commissione von der Leyen ha definito “una vergogna” la legge del governo di Vitkor Orbán che vieta di affrontare temi legati all’omosessualità in contesti frequentati dai minori. Il referendum sulla stessa legge anti-Lgbtq+, convocato dal premier ungherese nel luglio del 2021 proprio per trovare il consenso popolare sulla sua iniziativa, si è risolto in un fiasco il 4 aprile 2022: gli elettori ungheresi, pur riconfermando la fiducia nel partito Fidesz alle elezioni parlamentari dello scorso anno, lo hanno boicottato. Solo il 44,46 per cento ha espresso un voto valido, non raggiungendo il quorum richiesto per avallare la proposta legislativa del governo.

    A questa sconfitta interna si è aggiunta la continua pressione da Bruxelles, con una procedura d’infrazione avviata il 15 luglio del 2021 e che a breve dovrebbe portare alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue. Quasi due anni fa l’esecutivo comunitario ha inviato a Budapest una lettera di costituzione in mora, dando due mesi di tempo per rispondere nel merito. Dopo il parere motivato fatto recapitare al governo Orbán, lo scorso 13 febbraio è arrivato il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Ue, dal momento in cui il Paese membro non ha corretto la propria legislazione nazionale per rispondere alle preoccupazioni sollevate dal gabinetto von der Leyen sul rispetto dei Trattati fondanti dell’Ue. La causa della Commissione è sostenuta dal Parlamento Europeo e da 15 Paesi membri: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.

    La Polonia contro i diritti Lgbtq+

    Anche per la Polonia lo scontro con Bruxelles si è accentuato dal luglio del 2021 con la procedura d’infrazione lanciata dalla Commissione contro le cosiddette ‘zone libere dall’ideologia LGBT+’. Una pratica che in Polonia è cresciuta dal 2019, fino a contare cinque regioni e 100 tra città e paesi a forte tradizione cattolica che insieme coprono una superficie pari a un terzo del Paese. Secondo l’esecutivo comunitario queste dichiarazioni “possono violare il diritto comunitario in materia di non discriminazione per motivi di orientamento sessuale“.

    LGBTIQ Diritti
    L’edificio del Berlaymont (sede della Commissione Europea) a Bruxelles con la bandiera Lgbtq+

    A poche settimane dall’azione della Commissione quasi tutte le regioni polacche hanno fatto marcia indietro, a causa del rischio di perdere i 126 milioni in fondi europei erogati attraverso il programma React-EU, l’iniziativa di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori dell’Unione. Ma i pericoli in arrivo da Varsavia si sono ripresentati con il tentativo di adottare il progetto di legge ‘Stop Lgbt’, che ha fissato l’obiettivo di “fermare la propaganda omosessuale nello spazio pubblico”. In altre parole, con la legge in vigore sarebbe illegale il Pride, sarebbe vietato mettere in discussione il matrimonio come unione tra un uomo e una donna e promuovere orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità. Con il termine “promuovere” si intendono tutte le forme di diffusione, agitazione, lobby, dichiarazioni, aspettative, richieste, raccomandazioni a favore dei diritti Lgbtq+.

    Tags: Consiglio dell'Uediritti lgbtq+LgbtqPoloniaungheria

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Viktor Orban Ungheria
    Politica

    Quasi tutto il Parlamento Ue contro l’Ungheria di Orbán per la legge che tutela chi denuncia le coppie Lgbtq+

    24 Aprile 2023
    Il primo ministro di Lussemburgo, Xavier Bettel, nell'Aula del Parlamento europeo
    Politica

    Bettel all’attacco di Orban: “Non si diventa omosessuali guardando la tv”

    19 Aprile 2023
    Sala diritti lgbtq
    Politica

    Famiglie arcobaleno, Beppe Sala chiede all’Ue di fare pressione su Meloni: “Non possiamo accettare di tornare indietro sui diritti”

    29 Marzo 2023
    Lgbtq+ Diritti Commissione Ue
    Politica

    La Commissione Ue porterà l’Ungheria in giudizio per la legge anti-LGBTQ+. E il Belgio sosterrà la causa

    14 Febbraio 2023

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Albania - Tirana - Allargamento - von der Leyen, tour Balcani occidentali

    Inizia a Tirana il tour di Von der Leyen per i Balcani occidentali: “L’Albania è tra i capofila, ma c’è ancora lavoro da fare”

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Settembre 2026

    Servono riforme, in particolare sulla giustizia, sul quadro elettorale e sulla protezione dell'ambiente, ha spiegato la capa di Palazzo Berlaymont...

    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Crediti: Canali ufficiali della NATO

    Difesa, Rutte: “Dare Patriot a Kiev, il contrario non aiuterà nel breve termine”

    di Iolanda Cuomo
    30 Settembre 2026

    Il segretario generale della NATO ha fatto appello a inviare o vendere all'Ucraina i missili Patriot prossimi alla scadenza

    Clima e ambiente, gli ecologisti europei mettono la presidenza svedese sotto pressione Omnibus ambientale Consiglio dell'UE

    UE avanti sulle autorizzazioni ambientali, punta alla velocità senza abbassare gli standard

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Settembre 2026

    Il dossier punta soprattutto a ridurre tempi e frammentazione nelle procedure necessarie per realizzare nuovi progetti

    Il commissario europeo per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath. Crediti: Parlamento europeo

    McGrath: “In arrivo nuove iniziative sull’IA nei processi elettorali e sulla sicurezza in politica”

    di Iolanda Cuomo
    30 Settembre 2026

    Bruxelles - Lo Scudo europeo per la democrazia adottato lo scorso novembre? "Da allora abbiamo compiuto ottimi progressi", ma non...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione