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    Home » Economia » Eurozona, l’allarme di Lagarde: “Calo popolazione attiva già nel 2025”

    Eurozona, l’allarme di Lagarde: “Calo popolazione attiva già nel 2025”

    La presidente della Bce evoca la strada dell'economia sempre più meccanizzata. "Nuove tecnologie per maggiore produzione con meno lavoratori"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Novembre 2023
    in Economia

    Bruxelles – Sempre più pensionati e sempre meno lavoratori. L’Eurozona è alle prese con una sfida demografica che rischia di impattare, e non poco, con la prospettive di crescita e di competitività. Un problema a cui la politica dovrà adoperarsi, sin da subito, per porre rimedio. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, suona il campanello di allarme in occasione del Congresso bancario europeo di Francoforte. “Ci stiamo avvicinando a un punto di svolta demografica tanto atteso: nell’area dell’euro, un continuo calo della popolazione in età lavorativa, quindi quelli di età compresa tra 15 e 64 anni, sembra destinato a iniziare già nel 2025“.

    La scomparsa di cittadini ‘attivi’ è dunque dietro l’angolo, perché il 2025 è davvero molto, troppo, vicino. Un fenomeno che impone ripensamenti e interventi per il mercato del lavoro dell’immediato futuro. Da questo punto di vista per Lagarde “avremo bisogno di rendere disponibili nuove tecnologie in modo da poter avere una maggiore produzione con meno lavoratori“. L’Unione europea, con il suo Green Deal e la transizione digitale in esso incardinata, ha già tracciato la rotta della rivoluzione tecnologica, e per la numero uno dell’Eurotower occorre insistere su questa linea. “La digitalizzazione aiuterà”.

    Non sarà un percorso né semplice né scontato, mette in guardia Lagarde. Perché affrontare con successo il problema del calo della popolazione in età lavorativa “richiederà uno sforzo generazionale“, e allo stesso tempo “sono necessari enormi investimenti in un breve lasso di tempo” per permettere l’avvento delle macchine richiesto per produrre con meno lavoratori umani.

    La questione dell’invecchiamento della popolazione non è un fatto nuovo. Al contrario è una tematica sempre più palese e palesata. Solo in termini di operatori socio-sanitari è stato stimato che servono 11 milioni di persone in più da qui al 2030, e il Centro comune di ricerca (JRC) ha posto l’attenzione sulle opportunità che offre l’immigrazione. L’esecutivo comunitario sembra aver raccolto il suggerimento, avviando un processo per l’ingresso nel mercato unico di manodopera mirata. Mentre la commissaria responsabile per Democrazia e demografia, Dubravka Šuica, ha suggerito di rimodulare la prossima politica di coesione in modo da sostenere politiche per la natalità, quale contraltare all’invecchiamento della popolazione europea.

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardeeurozonaforza lavoroinvecchiamento della popolazionelavoroue

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