Bruxelles – Il caro-energia trascina ancora l’inflazione verso l’alto, arrivando a toccare quota 3 per cento nell’eurozona ad aprile, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a marzo. Lo rileva Eurostat, nei dati preliminari diffusi oggi (30 aprile). E’ l’energia a determinare questo rialzo, visto che l’elemento del paniere di riferimento si prevede che si attesterà al 10,9 per cento (rispetto al 5,1 di marzo). Lievi aumenti per la voce ‘beni industriali non energetici (0,8 per cento, rispetto allo 0,5 per cento di marzo), e rialzi contenuti per generi alimentari, alcolici e tabacco (2,5 per cento, rispetto al 2,4 di marzo). In lieve flessione invece l’inflazione relativa ai servizi (3 per cento, rispetto al 3,2 per cento di marzo).
A livello di Paesi membri esplode l’inflazione di Belgio (dal 2,2 per cento di marzo al 4,3 per cento di aprile) e Bulgaria (da 2,2 per cento a 6,2 per cento), raddoppia a Cipro (da 1,5 per cento a 3 per cento), e schizza anche in Italia (da 1,6 per cento a 2,9 per cento).
La crisi energetica prodotta dalla chiusura dello stretto di Hormuz costa dunque all’eurozona oltre un punto di inflazione nell’arco di due mesi. A marzo si era registrato un +0,7 per cento rispetto a febbraio, a cui si aggiunge adesso il +0,4 per cento atteso, e tutto da verificare nelle stime consolidate che l’istituto di statistica europeo pubblicherà fra tre settimane (il 20 maggio).
E’ sui dati preliminari che però si baserà il Consiglio direttivo della Banca centrale nelle decisioni di politica monetaria attese sempre per la giornata di oggi. Un’impennata così marcata dell’inflazione generale potrebbe indurre la BCE a intervenire mettendo nuovamente mano ai tassi di interesse, per aumenti comunque non esclusi nelle scorse settimane proprio dalla stessa istituzione di Francoforte.
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