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    Home » Cronaca » Ceuta, Rabat risponde a Madrid: “Non scaricate sul Marocco il costo della crisi migratoria”

    Ceuta, Rabat risponde a Madrid: “Non scaricate sul Marocco il costo della crisi migratoria”

    Negli ultimi cinque anni le autorità marocchine rivendicano di aver hanno impedito oltre 360 mila partenze. Polemica contro chi usa le migrazioni per fini elettorali

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    4 Agosto 2026
    in Cronaca, Politica Estera
    Ceuta - Rabat - crisi migratoria - migranti - Spagna - Marocco

    Il punto della tragedia di febbraio

    Bruxelles – “Non si può smantellare la lotta all’immigrazione clandestina e scaricarne il costo sul Marocco”. È la risposta di Rabat alla crisi migratoria che venerdì scorso (31 luglio) ha travolto Ceuta e alle polemiche che ne sono seguite in Spagna. Dopo giorni di silenzio, una fonte governativa del Regno del Marocco difende il ruolo del Paese nel controllo della rotta del Mediterraneo occidentale e ribadisce che la cooperazione internazionale “rappresenta l’unica risposta efficace alle nuove dinamiche migratorie”.

    La presa di posizione arriva dopo le tensioni scoppiate a Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana, dove migliaia di persone hanno tentato di raggiungere il territorio europeo. L’episodio ha acceso il dibattito in Spagna sulla gestione delle frontiere e sulla cooperazione con Rabat, mettendo sotto pressione il governo di Pedro Sánchez. Per il Marocco, la gestione della migrazione irregolare “non può essere considerata una responsabilità esclusiva dei Paesi di transito“. Al contrario, si tratta di una sfida transnazionale che richiede “un impegno condiviso tra Paesi di origine, transito e destinazione”. La cooperazione internazionale, sottolinea la fonte, resta “l’unica risposta efficace” alle nuove dinamiche migratorie.

    Rabat rivendica inoltre gli sforzi compiuti negli ultimi anni. Secondo i dati forniti dalla fonte del governo marocchino, negli ultimi due anni sono stati sventati circa 160 mila tentativi di migrazione irregolare, mentre negli ultimi cinque anni le autorità marocchine hanno impedito oltre 360 mila partenze. Nello stesso periodo sarebbero state smantellate 632 reti criminali dedite al traffico di esseri umani e condotte più di 32 mila operazioni di soccorso in mare.

    La fonte governativa insiste anche sul ruolo della cooperazione con Madrid, definita “uno dei principali fattori che hanno consentito di mantenere sotto controllo la rotta migratoria del Mediterraneo occidentale“. A dimostrazione dell’efficacia del coordinamento bilaterale, Rabat cita il rapido rientro in Marocco delle persone che avevano attraversato il valico di Ceuta nei giorni scorsi, operazione realizzata – secondo il governo – in piena collaborazione con le autorità spagnole.

    Non manca un riferimento polemico alla recente decisione della magistratura spagnola dello scorso 8 luglio che limita i respingimenti immediati (le ‘devoluciones en calientes‘) dei migranti che raggiungono a nuoto Ceuta e Melilla. Secondo Rabat, tale scelta rischierebbe di indebolire il dispositivo comune di contrasto all’immigrazione clandestina. “Non è possibile smantellare il dispositivo di lotta contro l’immigrazione clandestina e chiedere al Marocco di assumerne le conseguenze”, afferma la fonte, avvertendo che approcci unilaterali potrebbero compromettere anni di cooperazione operativa.

    Il governo marocchino critica inoltre quelle che definisce “dichiarazioni elettoralistiche“, sostenendo che la migrazione non dovrebbe essere utilizzata come strumento di politica interna. Per Rabat, alimentare polemiche sul tema “rischia di mettere in discussione una collaborazione che ha prodotto benefici concreti per la sicurezza” sia della Spagna sia dell’intera Unione europea. Per le novità sul fronte europeo, bisognerà attendere il vertice tra i ministri dell’Interno dei Paesi membri UE previsto oggi pomeriggio (4 agosto) dove l’unico tema di discussione sarà, appunto, la grave crisi di Ceuta.

    Tags: Ceutacrisi migratoriaexclave spagnolomadridMaroccomigrantiministri dell'internoRabatregno del maroccospagnaue

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