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    Home » Politica » Schaeuble saluta ed esautora la Commissione: controllo dei bilanci all’Esm

    Schaeuble saluta ed esautora la Commissione: controllo dei bilanci all’Esm

    L'esecutivo comunitario poco imparziale. Il ministro delle Finanze tedesco, prossimo presidente del Bundestag, al suo ultimo Eurogruppo presenta un documento per il futuro dell'Eurozona. Parola d'ordine "rigore", e 'punire' chi ha troppo debito

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Ottobre 2017
    in Politica
    Wolfgang Schaeuble (destra) con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (archivio)

    Wolfgang Schaeuble (destra) con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (archivio)

    Bruxelles – Rigore, rigore e ancora rigore. Il futuro dell’Europa deve essere all’insegna dell’inflessibilità, almeno secondo la visione di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco uscente. L’Eurogruppo e l’Ecofin di Lussemburgo segneranno l’epilogo di questa carriera ministeriale per colui diventato in questi anni l’esponente di spicco dell’Unione europea più intransigente sui conti pubblici e sul rispetto delle regole, in particolare quelle del patto di stabilità e crescita. Schauble, prossimo presidente del Bundestag, ha deciso di uscire di scena con un documento in cui mette nero su bianco l’Europa che dovrà essere. Una sorta di eredità politica da consegnare ai colleghi. Un documento che non piacerà a molti. La Germania chiede di togliere alla Commissione europea il controllo sui bilanci nazionali, per affidarli al fondo salva-Stati Esm. Questo al fine di assicurare un giudizio più imparziale. E il prossimo ministro delle Finanze tedesco potrebbe essere ancora più duro di quello uscente, se verrà, come sembra in questi giorni, dalle fila del Partito liberale, schierato su posizioni rigidissime.

    La Commissione ‘politica’ non piace a Schaeuble, e questa non è una novità. Non piace la discrezionalità con cui si prendono decisioni, ritenute troppo ‘soft’ nei confronti di chi infrange le regole e non rispetta gli obblighi. La novità è la proposta di esautorare l’esecutivo comunitario, per lasciare che siano i tecnici, e non i politici, a gestire le politiche di bilancio. In questo modo le regole dovranno essere applicate e non interpretate, e la differenza non è da poco. Finora Stati membri come l’Italia hanno beneficiato della flessibilità garantita dall’approccio politico dell’esecutivo comunitario, e se la ‘dottrina Schaeuble’ dovesse imporsi vorrebbe dire addio flessibilità.

    “Il ruolo dell’Esm dovrebbe includere il monitoraggio del rispetto da parte degli Stati membri degli obblighi previsti dal fiscal compact”, il patto di bilancio europeo sottoscritto dagli Stati nel 2012. Così facendo, però, Schaeuble chiede di fatto di modificare l’accordo inter-governativo, che al momento della firma, nel 2012, attribuiva alla Commissione e non all’Esm, il ruolo di controllo. Modifiche in senso più stringente che non faranno che esasperare divisioni in seno all’Ue, soprattutto tra i Paesi con la moneta unica. Le parole di Schaeuble sono chiare. Perchè proprio l’Esm? Perchè questo istituto “incarna il principio di fornire solidarietà in cambio di finanze pubbliche sostenibili”. Se per Juncker la solidarietà deve venire dal cuore, per qualcuno in Germania la solidarietà è un fatto contabile.

    In nome di questo approccio poi, bisogna mettere sullo stesso piano le regole del deficit e del debito. In base alle regole ogni Stato membro deve impegnarsi a contenere i rapporti deficit/Pil e debito/Pil entro le soglie, rispettivamente, del 3% e del 60%. Quando si oltrepassa la prima scattano procedure con obiettivi di correzioni stringenti, cosa che non è prevista per il debito. Nel futuro dell’Europa la regola del debito deve essere “almeno in parità con la regola del deficit”. Un problema per Paesi come Grecia e Italia, con il rapporto debito/Pil ben oltre il 130%. L’Italia avrà motivazioni solide per guidare il fronte dell’anti-rigore, visto che nei piani per il futuro dell’Europa che Schaeuble ha lasciato in consegna è previsto di aggiornare il trattato sul mandato e il funzionamento dell’Esm prevedendo “l’obbligo di eseguire una ristrutturazione completa del debito se è necessario per garantire la sostenibilità del debito”. Vuol dire cure lacrime e sangue, senza se e senza ma. Senza sconti e senza flessibilità.

    Tags: commissione europeaconti pubblicidebitodeficitESMeurozonafiscal compactWolfgang Schaeuble

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