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Oltre 1,6 milioni di firme per l'iniziativa dei cittadini UE contro le gabbie animali

Oltre 1,6 milioni di firme per l'iniziativa dei cittadini UE contro le gabbie animali

Cifre record per quella che diventa la più grande petizione europea per il benessere degli animali. Adesso la parola alla Commissione di von der Leyen

Bruxelles – Basta all’utilizzo di gabbie negli allevamenti. Una richiesta all’UE arrivata a grande, grandissima voce. L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede di porre fine alla pratica di mettere gli animali in gabbia (“End the Cage Age” il nome della petizione, ‘Fine dell’età della gabbia’, appunto) ha battuto ogni record. Oltre un milione e seicentomila firme in un anno, sostegno di oltre 170 organizzazioni non governative: è la più ampia iniziativa dei cittadini, sottoscritta in 21 Paesi degli Stati membri, Italia compresa.

Con i requisiti richiesti e questi numeri “End the Cage Age” invita la Commissione europea a farsi carico della questione. L’esecutivo comunitario ha tempo 90 giorni per decidere cosa fare, se dichiarare la petizione ammissibile o no. In caso contrario dovrà giustificare il rifiuto. Dati i tempi sarà con ogni probabilità il prossimo collegio dei commissari a dover analizzare la cosa. Da qui la richiesta alla nuova presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e i commissari appena designati a “imprimere un tono nuovo al processo decisionale dell’Ue” e porre fine alla pratica dell’utilizzo di gabbie in agricoltura e allevamenti.

Olga Kikou, capo dell’Ufficio UE per l’ong Compassion in World Farming, ricorda che esistono sistemi alternativi alla gabbia e più rispettosi del benessere degli animali. “i cittadini di tutta Europa hanno a cuore gli animali da allevamento e vogliono liberarli dall’incubo di essere rinchiusi in gabbie”, e lo stanno dicendo attraverso “la più grande spinta politica nella storia del benessere degli animali da allevamento”.

Sono oltre 300 milioni gli animali (in particolare maiali, galline, conigli, anatre, quaglie e vitelli) che ogni anno in Europa vengono confinati in gabbie. Pratiche che, denunciano i promotori dell’iniziativa, “negano a questi esseri viventi lo spazio per muoversi liberamente” producendo loro “sofferenze”.

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