HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Eurozona, alla fine del secondo trimestre debito al 95,1% del PIL (+8,8 in tre mesi)

Eurozona, alla fine del secondo trimestre debito al 95,1% del PIL (+8,8 in tre mesi)

Esplode la spesa pubblica ovunque. Appena 6 paesi con la moneta unica su 19 rispettano il parametro previsto dal patto di stabilità e crescita

Bruxelles – Come previsto il debito aumenta. Lo stimolo all’economia deciso come risposta alla crisi innescata dalla pandemia di COVID-19 produce un aumento della spesa pubblica che incrementa l’indebitamento. La Commissione europea presenterà le previsioni economiche d’autunno il 5 novembre, ma intanto gli ultimi dati Eurostat confermano l’andamento atteso. Alla fine del secondo trimestre (aprile-giugno 2020) il debito dell’eurozona ha raggiunto il 95,1% in rapporto al PIL, pari a quasi 11 miliardi di euro. Rispetto al primo trimestre del 2020 un bel balzo (86,3%, + 8,8 punti percentuali).

I rapporti più elevati tra debito pubblico e PIL a giugno si registrano in Grecia (187,4%), Italia (149,4%), Portogallo (126,1%), Belgio (115,3%), Francia (114,1%), Cipro (113,2%) e Spagna (110,1%). Tra le principali economie dell’area euro è la Francia a registrare il maggiore incremento su base trimestrale (+12,8 punti percentuali), seguita dall‘Italia (+11,8 punti percentuali), il cui debito supera ora i due miliardi e mezzo di euro.

Attualmente solo 12 Stati dell’UE su 27 rispettano il criterio del debito, che vuole nel 60% in relazione al PIL il limite massimo consentito prima di misure correttive. Si tratta di Bulgaria (21,3%), Repubblica ceca (39,9%), Danimarca (41,4%), Estonia (18,53%), Lettonia (42,9%), Lituania (41,4%), Lussemburgo (23,8%), Malta (51,1%), Paesi Bassi (55,2%), Polonia (55,1,%), Romania (41,1%) e Svezia (37,1%).

Di questi Paesi, solo sei fanno parte dell’Eurozona (Estonia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi). Che si tratti di UE a 19 o di UE a 27 la situazione non cambia: la stragrande maggioranza degli Stati membri è in violazione della regola del debito previsto dal patto di stabilità e crescita e ribadita dal patto di bilancio europeo (fiscal compact).

Lo European Fiscal Board, l’organismo indipendente di consulenza economica della Commissione europea, ha chiarito che alla luce della crisi attuale il parametro di riferimento del debito/PIL al 60% non è più realistico e andrebbe riconsiderato.