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Amministrative: ballottaggi al centrosinistra, il PD conquista anche Roma e Torino.

Amministrative: ballottaggi al centrosinistra, il PD conquista anche Roma e Torino.

Bruciante sconfitta del centrodestra che riesce a confermare solo la città di Trieste. Gualtieri nuovo sindaco di Roma: "Porteremo la capitale all'altezza dell'Europa". Meloni accusa: "Il centrosinistra ha trasformato le elezioni in una lotta nel fango"

Roma – Il centrosinistra torna al governo in tutte le grandi città. Dopo il primo turno che ha assegnato il sindaco a Milano, Napoli e Bologna, anche Roma e Torino completano il successo nelle elezioni amministrative dove hanno votato cica 12 milioni di italiani. Roberto Gualtieri ha battuto il candidato della destra Enrico Michetti superando il 60 per cento dei voti e anche nel capoluogo piemontese Stefano Lo Russo ha battuto Paolo Damilano con risultato analogo.

Numeri che rovesciano sul centrodestra una sconfitta bruciante, visto che l’alleanza di Salvini, Meloni e Berlusconi è riuscita a salvare solo la città di Trieste con il sindaco uscente Roberto Dipiazza.

La vittoria del Partito democratico e alleati è diffusa anche nel resto del Paese con l’elezione dei sindaci a Caserta, Varese, Savona, Latina, Cosenza e Isernia mentre a Benevento i cittadini hanno confermato Clemente Mastella.

Il dato fortemente negativo riguarda ancora la partecipazione, già bassa al primo turno ma scesa ancora di circa nove punti: il dato nazionale si è fermato al 43,9 per cento.

Roma e Torino sono le città su cui il PD aveva puntato le sue carte migliori e che hanno scalzato le due sindache del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi e Chiara Appendino che hanno fallito il secondo mandato. Tornare alla guida della Capitale del Paese per Roberto Gualtieri rappresenta dunque una grande sfida: “Il mio impegno sarà fare di tutto per riportare la città in una grande dimensione europea”. Una promessa seguita dall’obiettivo di “mettere subito a terra le risorse del Recovery plan perché vogliamo che la Capitale sia protagonista del Next generation EU”.

Che Bruxelles e i banchi di Strasburgo per Gualtieri non siano lontani si capisce dalla velocità con cui arrivano le congratulazioni del presidente dell’Europarlamento David Sassoli e del commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni.

 

Raggiante il segretario del PD Enrico Letta che giusto domani torna il Parlamento (dopo la vittoria nel collegio di Siena) e che vede premiati questi primi sette mesi alla guida del partito. “Trionfo senza trionfalismi” dice appena acquisiti i risultati delle urne riconoscendo i due punti dolenti: la bassa partecipazione al voto e il fatto che “tutti i sindaci eletti siano uomini”. Un partito tornato a confrontarsi con la gente “ha pagato la nostra chiarezza, sempre dalla parte della sicurezza della salute dei cittadini, degli italiani che voglio lavorare e che vogliono che l’Italia riparta”.

Un voto delle città ma “che va anche oltre, un’onda che tocca tutti gli angoli del Paese” e che “rafforza il governo Draghi che deve andare avanti per tutta la durata della legislatura anche per un buon utilizzo del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Centrodestra invece che dovrà interrogarsi sulla scelta dei candidati che non hanno certo infiammato l’elettorato di riferimento. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni riconosce la sconfitta ma dice che “non è una débâcle” e che il centrosinistra festeggia “sulle spoglie degli alleati grillini”. L’astensione “un problema della democrazia e la qualità della politica” e l’accusa più forte e al centrosinistra che avrebbe vinto perché “ha trasformato la campagna elettorale in una lotta nel fango”. Ma sarà necessario un confronto tra alleati più serrato, ha ammesso Meloni: “Anche nel rapporto con il governo i partiti di centrodestra hanno tre posizioni differenti e questo disorienta i nostri elettori”.