Bruxelles – Garantire all’Unione europea il 35 per cento del mercato mondiale del sistema globale di osservazione degli oceani entro il 2035. È l’obiettivo di OceanEye, approvato ufficialmente oggi (3 giugno) dal collegio dei commissari. Più nello specifico, la bussola di Bruxelles punta a posizionare l’UE come principale fornitore mondiale di informazioni sugli oceani, contribuendo al 35 per cento del sistema globale di osservazione oceanica entro il 2035 e assicurandosi il 35 per cento del mercato delle tecnologie di osservazione oceanica. Annunciato dalla presidente Von der Leyen a marzo, questo è uno dei frutti del Patto europeo per gli oceani, adottato da Palazzo Berlymont a giugno 2025. Con un investimento di 92 milioni di euro provenienti dal programma Horizon Europe, il piano di finanziamento prevede una tripartizione: 50 milioni di euro per rafforzare il sistema globale di osservazione, 12 milioni per la resilienza dei dati e 30 milioni destinati al Consiglio europeo per l’innovazione – il principale strumento dell’Unione europea, finanziato altresì Horizon, per lo sviluppo di nuove tecnologie. Come sottolineato dalla presidente della Commissione UE, “con OceanEye, l’Europa guiderà la corsa per comprendere il nostro oceano, proteggerlo e sfruttarne in modo sostenibile il potenziale”.
“Ogni euro investito in sistemi di osservazione degli oceani genera un rendimento di 5-6 euro in benefici economici e sociali”, ha evidenziato la commissaria per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva, sottolineando come la comprensione del mare sia anche una risorsa economica perché “l’economia blu genera già 5 milioni di posti di lavoro nell’UE, con un valore aggiunto lordo di 250 miliardi di euro“. Inoltre, il settore ha una indiscussa, ma inutilizzata, potenzialità geopolitica, perché “sebbene l’oceano copra il 70 per cento della superficie terrestre, solo il 5 per cento è stato mai esplorato”.
La Commissione ha evidenziato che l’osservazione oceanica europea soffre attualmente di frammentazione e che OceanEye mira a risolvere questo problema attraverso quattro pilastri fondamentali. I primi due prevedono, da una parte, una governance europea che riduca le duplicazioni nella raccolta dati – i cui dettagli saranno definiti in una proposta di legge sugli oceani prevista per la fine di quest’anno – e dall’altra, un’alleanza internazionale a sostegno del Global Ocean Observing System, per fornire sostegno anche ai piccoli Stati insulari e i Paesi meno sviluppati, tra i più colpiti dai cambiamenti oceanici.
Il terzo obiettivo dell’esecutivo comunitario punta a raggiungere i mercati di settori innovativi: il cuore tecnologico di OceanEye sarà il Sistema Oceanico Digitale Europeo che integrerà servizi già esistenti come Copernicus Marine ed EMODnet. Tappa significativa sarà il 2030, anno in cui dovrebbe diventare pienamente operativo il Digital Twin Ocean, lo strumento che permetterà monitoraggi in tempo reale e modelli predittivi avanzati. Von der Leyen ha auspicato l’impegno a “riunire tutte le nostre risorse per creare un solido sistema oceanico digitale europeo per garantire che sia gli enti pubblici che quelli privati forniscano servizi e prodotti maggiori e migliori”. Infine, attraverso l’istruzione e la cultura l’UE intende “avvicinare i cittadini al mare”, in particolare tramite piattaforme create per raccogliere, elaborare e condividere i dati sull’acqua e sugli oceani, quali il nuovo European Bauhaus Ocean, Coastal and Island Communities Lab.
Come emerso nella conferenza stampa di presentazione, l’iniziativa assume un valore ancora più cruciale nel contesto geopolitico attuale, segnato dal progressivo disimpegno degli Stati Uniti nel supporto alla scienza internazionale.
![La sala stampa di Palazzo Berlaymont dove è avvenuta la presentazione di OceanEye Fonte : Eunews]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-03-at-17.45.41-750x375.jpeg)

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