Roma – Lo scudo di Francoforte alla fine è arrivato, con il sollievo dell’Italia che ieri nelle ultime ore aveva visto lo spread tra BTP e Bund schizzare fino alla soglia dei 320 punti. L’annuncio della Banca centrale europea in piena notte è stato rilanciato subito via Twitter dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 
La Borsa di Milano reagisce molto bene anche sulla scorta dei mercati asiatici e il differenziale dei titoli precipita subito a quota 180 per assestarsi sotto i 200 punti.
Non solo Conte ma tutta la maggioranza registra che l’UE in questo momento è la sola possibilità di tenersi al riparo dalla speculazione, riportare fiducia negli investitori e mettere a terra le protezioni per ripartire quando l’emergenza sarà finita.
“C’è tanta Italia in questa vittoria – dice il segretario del PD Nicola Zingaretti – ora guardiamo con più speranza al futuro, vinciamo la guerra al coronavirus e poi ripartiremo con un’Europa finalmente più unita e solidale”.
Per il ministro degli Affari europei Enzo Amendola il programma di acquisto di titoli di Stato è “un altro passo importante dopo le misure già prese dalla Commissione. Italia ed Europa sono la stessa comunità di destino”.
Soddisfazione anche dal Movimento 5 Stelle con il capo politico Vito Crimi che indica “una strada lunga ma la direzione giusta, l’Ue ci dice che è viva e lotta insieme a noi”.
Dal centrodestra reazioni di giubilo ironico, quasi che la decisione del Board della Bce fosse conseguenza delle pressioni della Lega. “Meglio tardi che mai” dice Matteo Salvini che poi accusa: “in questo primo mese d’emergenza la famosa solidarietà e amicizia europea chi l’ha vista…”. Tuttavia in tanti fanno notare, grafici alla mano, che in altri tempi di governo gialloverde minibot e piani italexit, spinsero in alto lo spread peggio del Coronavirus.
“Finalmente la BCE ha deciso di usare il bazooka e immettere centinaia di miliardi sul mercato – commenta Antonio Tajani di Forza Italia – bene, ma non sarà sufficiente, serviranno altri interventi per tutelare attività produttive e cittadini”.
Intanto, con le opposizioni in attacco frontale al governo e con la minaccia di non votare il decreto economico varato lunedì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto personalmente per fermare lo scontro. Al telefono con Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ha sollecitato capacità d’ascolto reciproca, senso di unità nazionale e collaborazione nel bene del Paese. Nel chiedere uno sforzo ulteriore di comprensione, il capo dello Stato ha invitato le opposizioni a dimostrare flessibilità in questa fase, e il governo a prestare più attenzione al confronto.
L’intervento del Quirinale si è reso necessario dalla rottura della tregua dopo che le opposizioni avevano negato una procedura legislativa semplificata del Parlamento, allungando così i tempi di conversione in legge del decreto economico. Salvini, apprezza l’invito di Mattarella, mostra disponibilità e tuttavia chiede modifiche sostanziali del provvedimento e lo stralcio delle misure di pene alternative e la detenzione domiciliare, rivolte ad alleggerire il sovraffollamento delle carceri.


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