- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 19 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Fondi UE, Ungheria e Polonia pronte al veto su bilancio e Recovery Fund se legati allo Stato di diritto

    Fondi UE, Ungheria e Polonia pronte al veto su bilancio e Recovery Fund se legati allo Stato di diritto

    In una lettera alle istituzioni europee, Orbán ha minacciato di ritrattare la posizione sul quadro finanziario pluriennale, se non venisse ritirato l'accordo preliminare tra Consiglio e Parlamento sulle condizionalità per l'erogazione dei fondi

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    9 Novembre 2020
    in Politica
    Viktor Orban ungheria

    Bruxelles – La fumata bianca si tinge di tinte fosche. Dopo l’accordo preliminare di giovedì scorso (5 novembre) tra Consiglio UE e il Parlamento Europeo per vincolare le risorse di bilancio al rispetto dello Stato di diritto, Ungheria e Polonia si sono già dette pronte a mettersi di traverso. Secondo quanto riporta il sito d’informazione mandiner.hu, il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha scritto una lettera ai leader delle presidenze del Consiglio dell’Unione Europea in corso e del prossimo anno (in ordine, Germania, Portogallo e Solvenia), al presidente del Consiglio UE, Charles Michel, e alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, minacciando di porre il proprio veto sul bilancio pluriennale 2021-2017 e il Next Generation EU concordato a luglio tra i Ventisette, se non sarà ritirata la proposta sul rispetto dello Stato di diritto. Venerdì scorso anche il premier polacco, Mateusz Morawiecki, aveva ventilato la possibilità di porre il veto, riferendosi a un “diritto di protesta” contro le condizionalità sull’erogazione dei fondi.

    Per capire il peso della minaccia, va inquadrata la questione all’interno del processo decisionale delle istituzioni. L’accordo preliminare – che include appunto i criteri per lo Stato di diritto – dovrebbe essere adottato dal Parlamento e Consiglio sotto forma di regolamento congiunto: il diritto di veto non pesa in questo caso, perché basta la maggioranza qualificata all’interno del Consiglio (almeno 15 Paesi su 27, che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione europea). Anche per l’attivazione del meccanismo sanzionatorio si può fare lo stesso discorso. Secondo il progetto, se la Commissione Ue rilevasse una violazione in atto o un rischio di violazione dello Stato di diritto in un Paese membro, la palla passerebbe al Consiglio: le sanzioni sull’eventuale sospensione dei fondi UE sarebbero decise a maggioranza qualificata e anche in questa situazione non si porrebbe il problema del veto polacco o ungherese.

    Il problema però sta a monte. La minaccia di ricorrere al diritto di veto ha un significato laddove serva l’unanimità. E questo è il caso dell’approvazione del quadro finanziario Ue 2021-2027, con annesso pacchetto Next Generation Eu da 750 miliardi di euro per la ripresa dalla crisi scatenata dalla pandemia Covid-19. In questo caso è richiesta l’unanimità del Consiglio UE:  metà del gruppo di Visegrad (Slovacchia e Repubblica Ceca non si sono ancora espresse) sarebbe pronta a prendere al balzo questa opportunità legale e lascia intendere di non avere remore a ritrattare la propria posizione.

    “Nulla è concordato finché tutto non è concordato”, ha scritto Orbán nella lettera. L’essenza dell’argomentazione del primo ministro ungherese è che queste condizionalità metterebbero a rischio la fiducia tra gli Stati membri e che, nonostante lo Stato di diritto sia un valore comune, la sua applicazione deve essere giudicata dal popolo ungherese. Inoltre, secondo Orbán, “violazione dello Stato di diritto” è un concetto giuridicamente troppo vago, che crea opportunità per abusi politici: ecco perché, se la proposta non cambiasse, il governo ungherese non avrebbe altra scelta che respingere l’accordo concordato a luglio. Nella lettera è stato infine denunciato il fatto che, nonostante il sistema legale ungherese fosse stato giudicato in linea con gli standard europei da funzionari Ue, a settembre il Parlamento Europeo si sia comunque pronunciato a favore della procedura d’infrazione contro l’Ungheria ai sensi dell’articolo 7 dei Trattati.

    Sul fronte polacco, il premier Morawiecki ha commentato che il suo governo “continua a fornire tutte le informazioni relative all’uso di fondi, ma non accetta che lo Stato di diritto sia interpretato secondo la visione dell’Unione Europea“. Per questo motivo “non è opportuno collegare la spesa di bilancio all’interpretazione dello Stato di diritto”, ha aggiunto il premier polacco, perché “ognuno ha un’opinione diversa su come opera la Polonia e sull’indipendenza delle sue istituzioni”. Già il 29 aprile scorso la Commissione Ue ha avviato una procedura d’infrazione per lo Stato di diritto in Polonia, accusando la legge sulla magistratura entrata in vigore a febbraio di minare l’indipendenza dei giudici. Per di più, da due settimane governo e Corte costituzionale sono nell’occhio del ciclone per una controversa sentenza (da tradurre in legge) che limiterebbe ancora di più l’accesso all’aborto. Il tempismo della protesta contro le condizionalità sull’erogazione dei fondi UE sembra essere tutto fuorché casuale.

    Resta da vedere quanto due Paesi come Polonia e, soprattutto Ungheria, che fondano gran parte dei loro bilanci sui contributi europei, andranno davvero fino in fondo in un percorso che colpirebbe fortemente le loro finanze.

    Tags: bilancio pluriennale 2021-2027bilancio pluriennale Ueconsiglio uediritto di vetoMateusz Morawieckinext generation euparlamento uePoloniarecovery fundsanzionistato di dirittoungheriaunione europeaviktor orban

    Ti potrebbe piacere anche

    Ilze Brands Kehris [foto: European Council]
    Le Brevi

    Ilze Brands Kehris è la nuova rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani

    19 Ottobre 2026
    Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy. Crediti: Consiglio dell'Unione europea
    Politica Estera

    Zelensky: “Starlink limitato nella velocità, segnali dagli USA di un suo ripristino”

    16 Ottobre 2026
    Euro. Crediti: Ibrahim Boran via Unsplash
    Le Brevi

    Inflazione a settembre conferma in salita al 3,8 per cento nell’area euro e nell’UE

    16 Ottobre 2026
    Riunione del Consiglio europeo del 15 ottobre 2026. Crediti: Consiglio europeo
    Economia

    I Ventisette in stallo sull’ETS, contro il caro-energia solo aiuti di Stato

    15 Ottobre 2026
    Le Brevi

    Recovery, anche la Svezia riceve tutti i soldi. E’ il secondo Paese a riuscirci

    14 Ottobre 2026
    L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas [Lussemburgo, 12 ottobre 2026. Foto: European Council]
    Politica Estera

    Russia, dall’UE sanzioni per quasi 1.600 tra imprese e persone. Kallas: “Colpito il cuore dell’industria militare”

    12 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Agricoltori. Crediti: Dan Meyers via Unsplash

    La Commissione UE propone la flessibilità per l’uso dei digestati liquidi, alternativa ai fertilizzanti

    di Iolanda Cuomo
    19 Ottobre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha presentato venerdì (16 ottobre) una bozza di proposta volta a ridurre i costi per...

    Pala eolica. Crediti: Thomas Réaubourg via Unsplash

    Dall’UE quasi 3,8 miliardi per progetti su tecnologie a zero emissioni e su clima e ambiente

    di Iolanda Cuomo
    19 Ottobre 2026

    La Commissione ha selezionato 77 progetti che beneficeranno dei finanziamenti del Fondo per l'Innovazione per le tecnologie pulite e altri...

    Ilze Brands Kehris [foto: European Council]

    Ilze Brands Kehris è la nuova rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Ottobre 2026

    Bruxelles - Ilze Brands Kehris è la nuova Rappresentante speciale dell'UE (RSUE) per i diritti umani. Lettone, 66 anni, Kehris...

    Il commissario europeo Dan Jørgensen nella conferenza stampa a Bratislava con i ministri dell'Energia del gruppo di Visegrad. 19 Ottobre 2026. Source: EU Commission Audiovisual Service

    Ci aspetta “un inverno difficile”, l’UE valuta ulteriori idee contro il caro-energia

    di Giulia Torbidoni
    19 Ottobre 2026

    Il commissario Jørgensen a Bratislava con i Paesi del gruppo di Visegrad sottolinea che la situazione è "estremamente seria" e...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione