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Sassoli:
Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, parla in conferenza stampa dell'accordo sul bilancio UE di lungo termine [Bruxelles, 11 novembre 2020]

Sassoli: "Su bilancio istituzioni UE tutte d'accordo, ora i governi convincano Polonia e Ungheria"

Il presidente del Parlamento europeo torna sull'accordo trovato in sede inter-istituzionale. "Ci auguriamo che la presidenza tedesca abbia parlato a nome di tutti"

Bruxelles – “Noi abbiamo concluso un accordo con il Consiglio”. In una frase il presidente del Parlamento europeo sintetizza la natura politica dell’intesa trovata, non senza fatica, su bilancio pluriennale dell’UE (MFF 2021-2027), meccanismo per la ripresa (Next Generation EU) e condizionalità di erogazione delle risorse sul rispetto dello Stato di diritto. Adesso se il meccanismo si inceppa, accusa David Sassoli, sarà per l’incapacità degli Stati membri di imporsi su Polonia e Ungheria, che ancora minacciano di bloccare tutto.

“Vedremo se le riflessioni dei governi sui due capitoli saranno le stesse”, continua riferendosi ai voti che gli Stati membri saranno chiamati a tenere sulle diverse intese raggiunte in sede di negoziati inter-istituzionali. Ci auguriamo che la presidenza tedesca abbia parlato a nome del Consiglio” e dunque a nome di tutti gli Stati membri, inclusi Polonia e Ungheria, continua Sassoli in conferenza stampa. “Non vorremmo che il Consiglio fosse l’attore di questo blocco dei meccanismi” sul funzionamento dell’UE e sull’esborso di risorse.

In Parlamento sono consapevoli che niente è ancora ottenuto per davvero. Lo spettro di un veto dei governi più sovranisti aleggia ancora sull’UE. Ma all’Eurocamera si considera concluso tutto l’iter che chiamava in causa l’istituzione direttamente eletta dell’UE. Adesso la palla è nel campo dei governi. Sono i leader a dover evitare che gli sforzi negoziali iniziati a luglio vengano vanificati. “Le decisioni sono state prese per i nostri cittadini, questo è un buon accordo per i cittadini europei”, scandisce Sassoli, che vuole mettere in chiaro in modo inequivocabile su chi ricadono di qui in avanti le responsabilità di un eventuale insuccesso.

Ne approfitta, quindi per rilanciare il processo comune. “Credo che abbiamo bisogno di più governo europeo”. Sottolinea come la recrudescenza del Coronavirus renda inevitabile questo slancio europeista. “Credo che la seconda fase della pandemia richieda due cose: arrivare alle persone e rimettere a posto alcune regole sul funzionamento della democrazia europea”.

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