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    Home » Politica » ‘L’affaire du siecle’, lo Stato francese condannato per inazione contro i cambiamenti climatici

    ‘L’affaire du siecle’, lo Stato francese condannato per inazione contro i cambiamenti climatici

    Il tribunale amministrativo di Parigi ha riconosciuto lo Stato colpevole e responsabile di non aver rispettato i suoi impegni per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. "Una decisione storica", gioiscono le ONG che hanno presentato ricorso ai giudici

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    4 Febbraio 2021
    in Politica
    Emmanuel Macron

    Emmanuel Macron

    Bruxelles – La Francia non sta adottando misure sufficienti contro la crisi climatica. Il Tribunale amministrativo di Parigi ha riconosciuto ieri (3 febbraio) in una sentenza la responsabilità parziale dello Stato francese nella crisi climatica, accusandolo di non aver rispettato i propri impegni sul clima, compreso l’accordo internazionale di Parigi sottoscritto anche dall’intera Ue nel 2015. La sentenza riconosce l’esistenza di “danni ecologici legati ai cambiamenti climatici e le carenze dello Stato francese nell’attuazione di politiche pubbliche che dovrebbero ridurre le emissioni di gas serra “impone” la sua responsabilità.

    La Francia è il terzo Paese in Ue a essere condannato per carenze climatiche, dopo il caso Urgenda nei Paesi Bassi nel 2019 e la decisione della Corte suprema irlandese sul caso nazionale sul clima nel 2020. La causa contro lo Stato francese risale al 2018: quattro organizzazioni non governative (ONG) ambientaliste – Greenpeace, Oxfam, Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à tous – hanno trascinato lo Stato davanti al Tribunale, raccogliendo oltre 2 milioni di firme nella petizione “L’affaire du siècle” (l’Affare del secolo), in cui chiedevano al governo di Parigi di fare di più contro il cambiamento climatico. Gli ambientalisti che hanno fatto ricorso al Tribunale, hanno definito la sentenza storica perché per la prima volta ha riconosciuto l’inazione climatica come una “colpa” non più tollerata dai tribunali.

    https://twitter.com/laffairedusiecl/status/1356960587440410624?s=20

    La sentenza sottolinea che il risarcimento per il danno ecologico riconosciuto “è principalmente in natura”, e dunque ha respinto le conclusioni delle associazioni che chiedevano un risarcimento finanziario per questo danno. Ma visto che questa inazione indirettamente ha conseguenze negative sul lavoro svolto dalle associazioni per mitigare i cambiamenti climatici, ha condannato lo Stato a versare la somma simbolica di un euro chiesta da ciascuna associazione a titolo di risarcimento del danno morale. L’iter legale però non si è ancora chiuso: il tribunale deve stabilire se ordinare allo Stato di adottare misure aggiuntive per ridurre le sue emissioni di gas serra e rispettare i suoi impegni sul clima. Ha avviato quindi una nuova indagine e tra due mesi è prevista una nuova udienza.

    “Questi casi richiedono tempo ma costringono i governi ad aumentare l’azione per il clima attraverso un’ordinanza del tribunale”, ha commentato Wendel Trio, direttore di Climate Action Network (CAN). Ricorda poi che quest’anno, l’UE “deve lavorare verso un’architettura della politica climatica socialmente ed economicamente accettabile, al fine di attuare la massima ambizione possibile e proteggere i cittadini dal peggioramento degli impatti dei cambiamenti climatici”. “Quello che dicono oggi i giudici è che gli Stati non possono più continuare ad attribuire responsabilità ad altri (Stati terzi, aziende o cittadini), ma devono impegnarsi pienamente, sinceramente e concretamente nella lotta al cambiamento climatico”, ha aggiunto Marie Toussaint, europarlamentare dei Verdi della Commissione Ambiente.

    Intanto il governo francese ha preso atto della sentenza: il portavoce dell’esecutivo, Gabriel Attal, ha riconosciuto in conferenza stampa che è vero che non è stato fatto abbastanza per la lotta al cambiamento climatico fino a questo momento, ma l’attuale amministrazione sta lavorando proprio per invertire la tendenza.

    Gabriel Attal: "Nous prendrons toujours les mesures nécessaires au moment où c'est nécessaire" pic.twitter.com/b8pKZEL3Ot

    — BFMTV (@BFMTV) February 3, 2021

    “Stiamo impegnando, con il piano di ripresa nazionale, un investimento storico di 30 miliardi di euro, proprio per combattere il riscaldamento globale e proteggere il nostro ambiente” ha ricordato all’uscita del Consiglio dei ministri. Ha citato, in particolare, la ristrutturazione termica di edifici e abitazioni pubbliche o private. “Ovviamente, c’è una mobilitazione assoluta che deve essere collettiva sulla lotta al riscaldamento globale e siamo all’appuntamento con questa ambizione”, ha detto il portavoce del governo.

    Tags: accordo sul clima parigicambiamenti climaticiclimaEmmanuel Macronfrancia

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