Bruxelles – Il valore della produzione agricola dell’UE diminuisce, ma non vale lo stesso per i costi dei fattori di produzione. A stabilirlo, è Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’UE. Nel secondo trimestre del 2026, il prezzo medio della produzione agricola nell’UE è diminuito del 5,8 per cento, rispetto al secondo trimestre del 2025. Si tratta del terzo semestre consecutivo a registrare un calo. Il prezzo medio dei fattori di produzione agricoli – definiti da Eurostat come “beni e servizi consumati in agricoltura e non connessi agli investimenti, come energia, fertilizzanti o mangimi” – è invece salito del 4,7 per cento dopo un 2025 caratterizzato da “una relativa stabilità”. Le stime provengono dai dati sugli indici dei prezzi agricoli pubblicati oggi (10 settembre) dall’Agenzia.
Nel secondo trimestre del 2026, le diminuzioni su base annua del prezzo medio della produzione agricola sono emerse in venti Stati paesi dell’UE. I tassi di calo più evidenti si sono osservati in Danimarca (-17,2 per cento), Irlanda (-16,2), Lettonia ed Estonia (entrambe -14,5), Lussemburgo e Lituania (entrambi -14,2). Al contrario, tassi di incremento si attestano in Croazia e a Malta (+3,9 per cento per entrambe) e a Cipro (+3,5). Il prezzo medio degli input non collegati agli investimenti – energia, fertilizzanti e mangimi – è aumentato in tutti gli Stati membri. I tassi di crescita più rapidi sono emersi in Lituania (+16,4 per cento), Romania (+11,7) e Lettonia (+9,7), mentre i più lenti in Ungheria e Portogallo (+1,2 per cento ciascuno) e a Malta (+1,5).
Guardando ai singoli prodotti, i dati rivelano delle forti riduzioni del prezzo medio del latte (-16,6 per cento tra il secondo trimestre del 2025 e il 2026) e dei cereali (-5,6). Al contrario, il prezzo medio dell’energia e dei lubrificanti è salito del 22 per cento, mentre quello dei fertilizzanti e degli ammendanti – prodotti naturali o di sintesi aggiunti al terreno per migliorarne le caratteristiche – del 13,4 per cento.



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